Essicatotio tabacchi
Le fortune seppur alterne della coltivazione del tabacco nella pianura friulana portano a rendere conveniente la realizzazione di uno stabilimento di essicazione in loco, che possa accogliere il prodotto appena raccolto e trasformarlo nelle migliori condizioni per la successiva lavorazione. Per questa esigenza pratica nasce l'essicatoio di Gris.
Gris è in una posizione centrale nel Medio Friuli. Frazione del Comune di Bicimcco ha soltanto qualche centinaio di abitanti ed è conosciuta per la sua chiesetta di Sant Andrea impreziosita da affreschi rinascimentali.
Il tabacco è l'occasione per rilanciare l'attività agricola locale negli anni Trenta dopo la crisi di inizio secolo che ha visto un massiccio esodo migratorio e l'impoverimento delle famiglie contadine.
Si pensa a lavorare in loco il prodotto e a costruire uno stabilimento sui terreni donati dal possidente Attilio Facini.
Lo stabilimento viene progettato dall'ing. Ferdinando Calligaris di Udine ed inizia a funzionare il 15 ottobre del 1934 Ne è promotore Joaqunn o Jachen Dorta, un imprenditore di origini ebraiche, che ne sarà anche il primo direttore. Federico Tacoli che gli fu a fianco per un lungo periodo lo ricorda come una persona eccezionale di grandi capacità e conoscenza.
Inaugurato il 17 settembre del 1932 lo stabilimento viene completato m quattro anni dal 1932 al 1936 in piena campagna per limitare al massimo le importazioni. Impegna quasi totalmente manodopera femminile e raccoglie il prodotto doi un forte nucleo di agricoltori, in gran parte Kentuky. In seguito alle leggi razziali Dorta deve lasciare il suo incarico e lo stabilimento rapidamente decade.
Con la guerra l'Ente nazionale del Tabacco spinge ancora le coltivazioni di tabacco per raccoglierne i sottoprodotti: cellulosa dagli steli, olio dai semi, il pennello, residuo ricchissimo di proteine per gli
animali di allevamento. "Coltivare tabacco-si scrive sul Popolo del Friuli-diventa oggi un buon impiego agricolo e un'arma in più per l'indipendenza economica della Nazione".
Terminata la guerra l'attività riprende a pieno ritmo poiché non diminuisce la superficie coltivata.
Lo stabilimento si inserisce in un contesto che è quello di un paese rurale, ancora anche visivamente arroccato attorno al suo vecchio centro e non espanso alla periferia come lo è oggi. E' una novità con le sue vaste superfici, con il lungo affilato cilindrico camino, con il suo viavai di persone. Si tratta di una superfìcie occupata di ben 5000 metri quadri, con un complesso di edifici che non hanno pari nel contesto urbanistico locale.
I locali che furono dell'essicatoio di Gris ora giacciono abbandonati, lasciati al logorio del tempo che passa, memoria di una stagione fortunata e non si intrawede, per il momento, un loro razionale utilizzo. Oggi si parla molto di archeologia industriale nel rivisitare quel che resta di attività produttive di importante significato nella vita di una comunità o di una zona. Locali rimasti vuoti, vecchi macchinari, spazi inutilizzati, vengono riscoperti e valorizzati, rimessi in uso non più per produrre, ma per ricordare.
In Friuli vi sono spesso pagine di storia sconosciute ai più, stona che nessuno ha scritto, ma che vive nella memoria della gente, consacrata da valori come la fede o il lavoro o il coraggio di vivere. E' solitamente una storia fatta dagli umili, da quanti non hanno posto ne sulle prime pagine dei giornali ne sulla ribalta televisiva.
Per ulteriori informazioni si può acquistare presso il comune la pubblicazione "L'essicazione tabacchi di Gris" sopra illustrata.
